il Krav Maga

 

Apprendere il Krav Maga è semplice per conoscerne i principi e i rudimenti serve davvero poco tempo.

Poiché la sua peculiarità è appunto quella di avvalersi di elementi basici da un punto di vista motorio e di coordinazione favorendo così la sua rapida comprensione.

LA VERA DIFFICOLTA’ del Krav Maga sta nella completa padronanza della tecnica, del corpo e della situazione nei contesti per i quali è stato sviluppato, ovvero situazioni CRITICHE, IMPROVVISE E VIOLENTE.

Per questo i corsi proposti spaziano da una semplice giornata introduttiva al metodo a corsi di specializzazione rispetto a specifiche tematiche situazionali, in funzionalità alle esigenze proposte.

 

Per rispondere alla diverse necessità KRAV MAGA ITALIA negli anni ha sviluppato diverse proposte formative

Workshop introduttivo al metodo

Giornate di allenamento (solitamente di 8 ore)  finalizzate ad offrire un’idea dei principi del metodo nella sua completezza, senza entrare troppo nello specifico.

 

MASTER CLASS su specifiche tematiche

Giornata o più giornate di allenamento ( solitamente 8 o 16 ore) finalizzate a trattare nel dettaglio specifiche tematiche o situazioni da ogni punto di vista (TECNICO, SITUAZIONALE E EMOTIVO – FISIOLOGICO) – sono previste anche parti teoriche di approfondimento.

 

corso accademico

Un percorso formativo classico, che si sviluppa nell’arco di ciò che viene definito l’anno accademico, ovvero il periodo compreso tra settembre e luglio, con due o tre appuntamenti settimanali di circa un’ora.

 

 

lezioni individuali

Percorso di formazione individuale con il quale apprenderai attraverso il metodo one-to-one tutte le peculiarità del Krav Maga

 

Aggiornamenti tecnico

Percorso di formazione individuale con il quale apprenderai attraverso il metodo one-to-one tutte le peculiarità del Krav Maga

 

il livello dei praticanti 

 

Premessa: 

Nel  1964, dopo aver completato il servizio militare, Imi iniziò ad insegnare a civili che indossavano magliette con loghi militari, successivamente adottò per i propri allievi il Kimono di Judo e il sistema a cinture, e mantenne questo sistema per molto tempo.

Il sistema di gradi a cintura nel Krav Maga, passava da quella bianca per i principianti, fino a quella nera per gli esperti e rossa e bianca per gli istruttori di alto grado. 

Questo sistema rimase operativo fino agli inizi degli anni novanta, quando il sistema di gradi divenne specifico del metodo ed i kimono furono sostituiti con pantaloni comodi e t-shirt.

A metà degli anni 90, con la grande diffusione del Krav Maga, ogni associazione, scuola e organizzazione diede una propria interpretazione, ideando specifici livelli o gradi e creando personali patch a identificazione del grado. 

Krav Maga Italia in linea con questo principio ha sviluppato un personale sistema di valutazione e identificazione delle abilità dei propri allievi, INDISPENSABILE A RESTITUIRE AI PRATICANTI IL GIUSTO RICONOSCIMENTO PER L’IMPEGNO PROFUSO.

Primo livello praticante

OBIETTIVO: l’allievo deve acquisire la capacità necessaria ad eseguire ciò che gli viene richiesto (dalla commissione giudicante) in modo tecnicamente corretto, facendo particolare attenzione ad elementi essenziali quali: chiusura dello spazio, varietà nelle percussioni, scelta delle traiettorie e determinazione. 

secondo livello praticante

OBIETTIVO: l’allievo deve acquisire la capacità necessaria ad eseguire ciò che gli viene richiesto in modo tecnicamente corretto, facendo particolare attenzione ad elementi essenziali quali: chiusura dello spazio, varietà nelle percussioni, idonea scelta delle traiettorie, e capacità di operare a 360°

terzo livello praticante

OBIETTIVO: l’allievo deve acquisire la capacità necessaria ad eseguire ciò che gli viene richiesto in modo tecnicamente corretto, iniziando a compiere valutazioni ambientali funzionali agli scenari proposti ed iniziando un percorso di gestione dello “stress” dettato da contesto sia ambientale che situazionale.

QUARTO livello praticante

OBIETTIVO: l’allievo deve acquisire le capacità necessarie ad eseguire ciò che gli viene richiesto in modo tecnicamente corretto, compiendo valutazioni tattiche e situazionali rispetto agli scenari presentati anche in condizione di affaticamento fisico, iniziare a gestire il lavoro a terra (funzionale alle condizioni disagiate).

quinto livello praticante

ISTRUTTORE ABILITATO ALL’INSEGNAMENTO GRADUATO 
OBIETTIVO: l’allievo deve acquisire la capacità necessaria ad eseguire ciò che gli viene richiesto in modo tecnicamente corretto, compiendo valutazioni tattiche e situazionali rispetto agli scenari presentati anche in condizione di affaticamento fisico, ampliare le capacità tecniche, anche in specifiche condizioni fisiche temporaneamente e/o costantemente limitanti.
PREMESSA: viste le materie poste in questo livello l’istruttore dovrà sempre evidenziare all’allievo la differenza tattica che intercorre tra il “non utilizzare” un arto perché impegnato e il “non utilizzarlo” perché ferito; anche se la specifica tecnica risulta essere uguale, la sua applicazione e le conseguenti aperture risultano essere molto diverse. Nella preparazione di questo livello differenziare il lavoro tecnico con arto impegnato contestualizzandolo nelle diverse possibilità (borsa della spesa, telefono, bambino per mano) 

sesto livello expert

Istruttore abilitato all’insegnamento: Esperto
OBIETTIVO: l’allievo deve acquisire la capacità necessaria ad eseguire ciò che gli viene richiesto in modo tecnicamente corretto, compiendo valutazioni tattiche e situazionali rispetto agli scenari presentati anche in condizione di affaticamento fisico e di svantaggio situazionale,completare il lavoro di ampliamento delle capacità tecniche iniziando a valutare tatticamente l’impiego di un arto ferito in specifiche condizioni fisiche temporaneamente e/o costantemente limitanti, ad affrontare lo spinoso tema della armi da fuoco. PREMESSA: in virtù del tema trattato in questo livello l’istruttore deve essere sempre evidenziare all’allievo la differenza tattica che intercorre tra la pratica di una professione finalizzata alla tutela di un singolo (csd “spalleggiamento” VIETATO PER LEGGE) e un attività di intervento casuale a salvaguardia di una terza persona (ATTIVITA’ AFFIANCABILE ALL’OPERATORE DI SICUREZZA NEI PUBBLICI SPETTACOLI). Le differenza tra le due realtà sono sia tattiche che tecniche, poiché in ambito “civile” la salvaguardia di una terza persona richiede un’ampia elasticità di intervento, in quanto situazione, posizione e dinamica non possono essere predefiniti e strutturati.Nel contesto armi da fuoco limitare l’aspetto tecnico alle sole armi corte, facendo leva sulle difficoltà dello scenario, lavorando molto sulle valutazioni delle distanze e delle traiettorie.

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